• Lun. Sab: 08-12 | 14-19
  • Tanto tempo fa, quando l'economia del Canavese era quasi esclusivamente agricola, la cucina costituiva il cuore delle famiglie che in piccoli gruppi caratterizzavano questa terra.

    La gente doveva affrontare lavori pesanti, per cui si aiutavano a vicenda, e il modo di ricompensare era quello di invitare l'amico o il conoscente, attorno ad una bella tavola imbandita dove, in modo generoso ma autentico, si esprimeva la propria gratitudine.

    La cucina era luogo in cui le difficoltà di una vita priva di agi, ricca di fatiche e stenti, trovava attimi di riposo, scampoli di serenità nei quali il cibo costituiva l'unica ricchezza, il solo lusso che ci si potesse concedere.

    Il pranzo assumeva il senso di una celebrazione alla quale si riservava tutta la solennità  che solo le grandi occasioni richiedono. Si parlava poco in quei momenti: le bocche potevano dimenticare le parole per abbandonarsi ai sapori, ai profumi, per apprezzarli, goderne ed esserne appagati, soddisfatti arricchiti.

    Di questo mondo che sembra molto lontano, specialmente sul modo di aiutarsi a vicenda, sono rimasti i piatti di allora, tipici e caratteristici per i loro sapori e profumi, fatta di ingredienti genuini, impreziosita dai pregevoli vini della sua terra.

    Riportiamo di seguito alcuni dei piatti più caratteristici di questa terra, con le ricette per chi vuole cimentarsi ai fornelli.

    Bagna Cauda

     

    • 100 gr. Acciughe
    • 4 Spicchi di Aglio
    • 50 gr. di burro
    • Aceto
    • 1 cucchiaio di olio

    Dissalare bene le acciughe e pulirle con cura.

    Miscelare in un contenitore l'olio, il burro e l'aglio tritato fine. Friggere e aggiungere le acciughe.

    Con una forchette schiacciate bene l'aglio e le acciughe, poi aggiungete l'aceto facendolo evaporare.

    Per ultima cosa aggiungete la panna e mescolatela bene con calma e cura.

    Servitela calda possibilmente negli appositi fuiot di terracotta dotati di candeletta per tenerla calda.

     

    Insalata di Radicchio

    • 2/3 teste di radicchio rosso
    • 250 gr. di prosciutto cotto
    • ¾ cucchiai di panna liquida
    • ¾ cucchiai di maionese
    • 150 gr. di emmenthal
    • Sale e pepe
    • 1 limone
    • 2/3 noci

    Tagliere il radicchio rossa, il prosciutto e l'emmenthal, in un secondo tempo aggiungere la panna liquida, la maionese, il sale, il pepe, il succo di limone e le noci tagliate a quadratini.

    Mescolare con cura tutti gli ingredienti e servire a tavola.

     

    Gnocchi all'ortica

    • 500 gr. di patate
    • 250 gr. di ortiche
    • 250 gr.di farina
    • 1 uovo
    • 50 gr. di burro
    • sale e pepe

    Sbollentare le ortiche, passarle in padella con il burro.

    Far bollire su un'altra pentola le patate, quindi pelarle e tritarle finemente. Unire le patate e le ortiche tritate precedentemente, aggiungendo farina e uovo.

    Miscelare il tutto con sale e pepe e impastare con le mani facendo un composto compatto e ben amalgamato.

    Preparare il tutto facendo dei piccoli cilindri che successivamente vengono tagliati a dadini e fatti passare sulla forchetta, una leggera pressione permette di ricavare la forma del gnocchetto.

    Cuocerli in acqua bollente salata precedentemente, aggiungere una goccia d'olio, tirare fuori dalla pentola quando affiorano in superficie.

    Servire caldi con salsa di pomodoro o con il burro fuso.

     

    Minestra di pollo e riso

     

    • 1 litro e ½ di acqua
    • 80 gr. di riso
    • 1 coscia di pollo
    • 3 uova
    • 1 cucchiaio di parmigiano
    • Noce moscata
    • 1 scorza di limone

    Far bollire la coscia di pollo nell'acqua e a fine cottura tagliarla a pezzetti.

    Nel brodo del pollo far cuocere il riso per 15 min. e aggiungere la carne di pollo tagliata.

    In un piatto a parte sbattere le uova con parmigiano, un pizzico di noce moscata e una scorza di limone.

    Unire il tutto con il brodo e rimescolare bene. Servire calda.

     

     Fritto Misto

    • 200 gr. di salciccia
    • 2/3 mele grandi
    • 12 amaretti
    • 200 gr. di farina
    • acqua frizzante q.b.
    • 1 lt. di latte
    • La scorza di 1 limone grattugiato
    • Zucchero a piacere
    • Uova
    • Olio per friggere
    • Burro
    • Sale
    • 200 gr. di coscia di vitello
    • 200 gr. di fegato di vitello
    • 100 gr. di cervella di vitello
    • 100 gr. di midollo di vitello
    • pangrattato

    Preparate, per prima cosa, il semolino, che dovrà  raffreddare: portate a ebollizione il latte con la scorza grattugiata di un limone e un po' di zucchero a piacere (a seconda di quanto volete dolce il semolino), quindi versate a pioggia la farina di semola e, sempre mescolando, cuocete finché non avrete ottenuto una crema piuttosto densa.

    Versate il semolino in uno stampo rettangolare e lasciate raffreddare. Quando il semolino si sarà  rassodato, toglietelo dallo stampo e tagliatelo a quadretti.

    Tagliate tutta la carne in modo da formare quattro porzioni per tipo; sbucciate e tagliate la mela a fette.
    Passate tutti i pezzi di carne e di semolino nella farina, poi nell'uovo sbattuto e infine nel pangrattato e friggete in una padella con abbondante olio e burro.

    Preparate una pastella a piacere (ad esempio con farina e acqua frizzante) e immergetevi le fettine di mela e gli amaretti prima di friggerli.
    Friggete un ingrediente per volta, in modo da non mescolare i sapori, e cambiate l'olio quando friggete gli ingredienti dolci.

    Salare il tutto una volta fritto. Servire molto caldo.

     

    Altri piatti

    LE FERSE: Polpettine di frattaglie unite con aromi e polvere di grissini, tenute nella rete di maiale e rosolate nel burro.

     

    I PREIVE o QUAJETTE: cotenne di maiale arrotolate aromatizzate e ben legate.

     

    I BAUDIN: Sanguinacci morbidi ammorbiditi con latte e insaporiti con le spezie.

     

    LE CIOLE RIPIENE, CIPOLLE RIPIENE:dal sapore di uva sultanina. Le cipolle vengono riempite con tritato di cipolla e zucca, salame, prosciutto, arrosto e acini d'uva passa, cotte al forno ricoperte di besciamella.

     

    Il SALAME DI TURGIA: con lardo, sale e pepe.

     

    SUPA ET COI, ZUPPA DI CAVOLI: piatto caratteristico del Canavese: il pane viene imbevuto in un gustoso brodo di salame, sia nei caponet, foglie di cavolo, oppure coste, ripiene di un impasto di salciccia o salame, di arrosto tritato, di erbe aromatiche , e cotte al forno, con abbondante burro, in tegami di coccio. 

     

    I CIPOLLINI D'IVREA: esigono una rigorosa cottura a fuoco lento in un tegame di coccio con burro e olio.

     

    Il SALAME D'OCA: il collo di un'oca fa da recipiente ad un impasto di carne, di fegato d'oca e lardo, il tutto da lessare insieme.

     

    IL RISOTTO AL CASTELMAGNO: i cui ingredienti contribuiscono a creare a piatto complesso: fegatini, tordi rosolati, un pollo arrostito, formaggio e tartufi affettati.

     

    LE FRITTATE: Particolarmente gustosa quella di nodi, fatta di uova e pezzetti di salame, e quella con uova e cipolle a fette, tutte e due cotte in olio e burro.

     

    I MARTIN SEC: Ideale a fine pasto, pere piccolissime ma dolcissime, con la buccia color ruggine, cotte in vino e zucchero.

     

    ZAMBAGLIONE: fatto in grandi quantità , sostituendo al marsala o al rum un semplice rosso locale.

     

    I TURCET, I TORCETTI: sottili bastoncini fatti di farina di grano, burro e zucchero e cotti al forno .

     

    CHARLOT:, una sorta di crostata in cui entrano a far parte, insieme a farina e zucchero, vari tipi di frutta cotta, e che si prepara in una forma di rame.

     

    BOLLITO ALLA PIEMONTESE: Il bollito misto alla piemontese è uno dei piatti simbolo della cucina piemontese. Sembra una preparazione facile, invece è fondamentale prestare molta attenzione ai tempi di cottura dei vari tagli di carne perché non diventino duri e fibrosi.

     

    L'AJUCCA: L'ajucca è nota ai cultori dell'antica cucina canavesana (e in genere ai buongustai), perché con le foglie, raccolte preferibilmente prima della fioritura, quando sono ancora tenere e fragranti, si prepara una gustosa zuppa, a base di pane raffermo e brodo.

    Si tratta certamente di un piatto povero dell'alimentazione contadina di un tempo, attenta a cogliere le prerogative di ogni vegetale nel momento più adatto del suo ciclo di vita; i nostri vecchi si accorsero così che l'ajucca, a causa degli acidi grassi di cui le sue foglie si sostanziano, non è adatta a essere consumata cruda (sarebbe piuttosto indigesta).

    Al contrario, dopo rapida cottura essa diviene un ingrediente prelibato per frittatine, polente aromatizzate, oltre che per la celebre zuppa; siccome ha sapore molto delicato, l'ajucca non si presta molto bene all'abbinamento con altri ingredienti sapidi, quasi volesse essere protagonista assoluta del piatto in cui compare; accresce il fascino di quest'erba la particolarità  locale, in quanto cresce soltanto in Canavese, in un territorio di poche decine di chilometri.

     

    ASPARAGI SELVATICI: Con quelle loro punte tutte a scaglie, irregolari, di solito un po' piegate da una parte, gli asparagi sono una pianta ortiva davvero originale, che caratterizza il calendario primaverile, in particolare del mese di maggio.

    Si è tentati di definirla una verdura socievole, perché gli asparagi, sui banchi delle primizie come ammanniti sulla tavola, non si presentano mai da soli, ma sempre in compagnia, riuniti in mazzi accuratamente legati: piccoli fasci di una comunità  vegetale pronti a sfaldarsi per garantire al palato un piacere gustoso, morbido, con un cenno di leggera asprezza.

    La delicatezza (nonché il fascino gastronomico) dell'asparago consiste nel momento preciso in cui va colto, quando dalle gemme concentrate sull'apice della pianta si sviluppano i getti (chiamati più correttamente turioni), non ancora però aperti a fiore (che sarebbe troppo tardi). E' ottimo lessato e condito con olio, aceto, sale e pepe. Altri preferiscono il limone all'aceto; anche eccellente è l'asparago cotto col burro e condito con formaggio parmigiano. Alcuni ci mettono un uovo sfrittellato sopra, e ci sta benissimo.

     

    GRAPIN: a fine pasto si consiglia una Grappa al Nebbiolo o Moscato BERTOT.

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