• Lun. Sab: 08-12 | 14-19
  • CANAVESE ROSSO “CONTEROSSO” DOC 2012 GR.13°

    Vino prodotto da una accurata miscela di uva
    bicchiere_conterosso
    Descrizione

    Pinte LT.1,5

    Gradazione alcolica media: 11°C

    Caratteristiche:
    Vino prodotto da un'accurata miscela di uve: Barbera, Freisa, Nebbiolo, Bonarda e Neretto.
    Di colore granata intenso, con riflessi violacei; il profumo è ampio, suadente, con sentori di chiodi di garofano, frutti di bosco e prugne; il sapore è armonico, asciutto, austero, caldo, avvolgente, con equilibrata acidità.

    Abbinamenti Gastronomici:
    Ottimo con salumi e affettati, si abbina a secondi a secondi piatti a base di carni rosse, selvaggina e formaggio stagionato.


    Temperatura di Servizio:
    Servire a 16°-18°C.


    IL VINO:
    Classico vino rosso, tipico del Canavese, fatto dall'assemblaggio di quattro vitigni: Barbera, Freisa, Nebbiolo, Bonarda e Neretto, miscelati sapientemente in percentuali particolari per valorizzare al massimo le qualità  di ogni singola tipologia di uva.
    Il vino che si ricava è un rosso particolare, molto saporito, tannico e vinoso, che si fa apprezzare per colore, profumo e gusto.
    Rappresenta in bella copia quel vino rosso che la gente di questa zona, serviva solo nelle grandi occasioni, per festeggiare eventi importanti come matrimoni, battesimi o appuntamenti speciali che capitavano solo di tanto in tanto.


    LA STORIA:
    Il Canavese fino al 1960 era prevalentemente agricolo, la maggior parte delle famiglie vivevano grazie alla terra.
    Le colline erano tutte coperte di splendidi vigneti, alcuni su ripiani pianeggianti, altri su ripide discese, altri su terrapieni, difficili e faticosi da lavorare.
    La fatica non spaventava la gente, che passava giornate intere curve sotto i filari, aiutandosi per i lavori più pesanti con animali pazienti e addestrati.
    Tutto il nucleo famigliare partecipava al lavoro in vigna; dai bambini, che finita la scuola raggiungevano i genitori, ai nonni, che mascherando gli acciacchi fisici, si prodigavano in faticosi lavori per l'intera giornata.
    La vendemmia era poi un momento di gioia, dove la gente era contenta di partecipare, si divertiva a lavorare e non chiedeva niente in cambio se non il piacere di passare una bella giornata con amici, in quel mondo pieno di colori e canti.
    Purtroppo dopo il 1960 il Canavese è cambiato, l'arrivo del bum economico ha convinto la gente ad abbandonare la campagna per andare a cercare fortuna nelle fabbriche, che garantivano ottimi guadagni con molto meno fatica.
    Piano, piano, le splendide vigne, sono scomparse sostituite da spine e boschi, sono rimasti solo alcuni vigneti, in mano a gente tenace, innamorata della terra e rispettosa del sudore che i loro padri hanno versato in quelle terre.


    LA LEGGENDA:
    Si dice che verso il 1000 D.C., Rivara, insieme ad altri paesi limitrofi del Canavese, fosse sotto la signoria del conte Enrico, feudatario dei Marchesi del Monferrato.
    A quei tempi, le colline del paese erano piene di vigneti, quasi tutti di proprietà  del conte, che ne controllava il raccolto, in quanto, nonostante le misere condizioni in cui viveva la gente, i popolani dovevano pagare ai signori che li governavano tutta una serie di tributi calcolati sulla decima (per il bestiame) o sulla vigesima (per i prodotti della terra).
    Si ricorda questo conte, con un mantello rosso, accompagnato dal suo seguito, arrivare nelle vigne a controllare il raccolto prodotto in quanto una buona parte di questo finiva nelle sue tasche.
    Il Conte con il mantello rosso ha suggerito il nome Conterosso a questo vino.

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